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Visualizzazione dei post da novembre, 2024
  L’ULTIMA VOLTA   Nella nostra memoria portiamo impresse tante “ultime volte”, come l’ultimo giorno di scuola superiore, con la prova orale dell’esame, o l’ultima volta in caserma nel giorno del congedo o, ancora, l’ultima volta che abbiamo visto una persona cara che non c’è più. Ma non è a queste “ultime volte” che sto pensando, indimenticabili perché attese da mesi o addirittura da anni o perché legate a un evento tragico. Penso invece a quelle “ultime volte” relative ad azioni quotidiane o comunque abitudinarie di cui non abbiamo alcuna memoria perché non sapevamo che si sarebbe trattato dell’ultima volta che le stavamo compiendo e perché per molto tempo non ci abbiamo più ripensato. Eppure abbiamo la certezza che c’è stata un’ultima volta, perché certe cose non esistono più o perché noi siamo irrimediabilmente invecchiati. Mi chiedo come avremmo reagito se un qualche spiritello ci avesse sussurrato all’orecchio: “guarda bene che questa è stata l’ultima volta e non suc...
  NON POTEVA ESSERE LEI   Una sera tardi, a Mirandola, mentre ero fermo a guardare la vetrina illuminata di un negozio del centro, mi è passata accanto una ragazza, che camminava a passo spedito sul marciapiede. Mi è bastato un istante per riconoscerla: quel profilo, quei capelli… Camminava senza mai fermarsi tra gli addobbi natalizi delle strade e stavo già per fare qualche passo di corsa per raggiungerla quando, all’improvviso, ho capito che non poteva essere lei, perché era stata sì mia alunna a Mirandola, ma quarant’anni prima !  
  IL VIAGGIO   Posso ripetervi con esattezza, senza bisogno di consultare il documento di viaggio, il nome della stazione di partenza e il numero del treno su cui mi trovo anche se, stranamente, non ho memoria di quando sono salito. Ricordo invece assai nitidamente lo scompartimento pieno di persone e i volti e le voci di tutti i passeggeri con cui ho condiviso la primissima parte del viaggio. Come era bello guardare dal finestrino la campagna illuminata dal sole appena sorto! E le case! E la strada, con le automobili che, a volte, rimanevano affiancate al vagone anche per un minuto intero prima di essere immancabilmente sorpassate. Dovete sapere che il mio è un treno molto particolare perché, pur essendo a lunga percorrenza,   ferma spesso anche in stazioni secondarie, mentre altre volte, pensate un po’, attraversa a tutta velocità grandi stazioni metropolitane riempiendo l’aria del suo fischio assordante. Non chiedetemi quindi di raccontare in dettaglio dei passeg...
  IL RICAMO MISTERIOSO   Tra i miei ricordi indelebili c’è una stampa incorniciata, colorata solo in parte con lievi tinte pastello. E se non ho potuto dimenticarla non è perché io sia mai stato particolarmente interessato a quel quadro, bensì perché si è trattato di una presenza quotidiana per tutto il primo quarto di secolo della mia vita. Fin dai primissimi anni dell’infanzia avevo ben capito che si trattava di una donna con due bambini, ma il volto della donna era molto diverso da tutti quelli che conoscevo e quei bambini avevano la testa rasata tranne per un solo lungo ricciolo nero. In basso poi c’era un ricamo assai strano e privo di ogni simmetria. Niente di paragonabile alle belle cornicette dell’album “Roselline”! Avrò avuto forse tre anni quando mio padre iniziò a collezionare per me e mio fratello maggiore delle figurine di una raccolta che si intitolava “Gli stati del mondo”, o qualcosa del genere. Le figurine erano di cartoncino e ciascuna raffigurava uno...
  UN VOLTO DAL PASSATO   Alzò gli occhi dal libro che stava leggendo e si ritrovò davanti un volto di donna che subito gli sembrò familiare, anche se non riusciva a ricordare dove poteva averlo già visto. Non era la prima volta che gli succedeva di provare quella sensazione. Molti anni prima, ad esempio, mentre stava facendo la fila in un ufficio postale, gli era capitato di cercare invano di ricordare dove avesse già incontrato una giovane signora coi capelli biondi, vestita in modo piuttosto elegante, che si trovava a un metro da lui nella fila dello sportello accanto. Era molto fisionomista, qualità ereditata da sua madre, ed era certo di averla già vista più volte e persino di recente, ma in nessun modo riusciva a ricordare chi fosse. Ed ecco che, qualche giorno dopo, la riconobbe mentre, in tuta, con i capelli raccolti a coda di cavallo e il berretto con la visiera, stava energicamente asciugando un’automobile al lavaggio del distributore di benzina dove era solito fa...
  TROPPA IMMAGINAZIONE   L’insegnante di lettere di prima media aveva suggerito, o meglio imposto, agli alunni di dedicare un piccolo quaderno alle riflessioni scaturite da nuove esperienze particolarmente forti. Non si trattava di scrivere un tema, come qualche ragazzo aveva subito temuto, ma solo una frase o due che avrebbero dovuto sintetizzare la sensazione principale provocata da quell’esperienza. L’unica cosa discutibile era il fatto che la professoressa non si limitava a correggere gli eventuali errori di ortografia e di sintassi, ma   suggeriva spesso di quali esperienze gli alunni avrebbero dovuto scrivere e, soprattutto, si permetteva di giudicarne il contenuto. Per inciso, la copertina doveva essere rossa, anche se di questa scelta l’insegnante non aveva mai dato una motivazione. Fu così che Arturo, come tutti i suoi compagni, acquistò un quadernino con la copertina rossa e ci incollò un’etichetta dove, sotto al nome e cognome, scrisse in stampatello “RI...
  IL PARADISO   Da quanto tempo si trovava in Paradiso? Impossibile dirlo, perché in Paradiso il tempo cessa di scorrere di fronte all’eternità. Eppure, risorto nella carne col suo corpo mortale di prima, si ritrovava ad avere un cuore che batteva e così aveva imparato a contare i minuti e le ore persino in Paradiso. Non gli riusciva, infatti, di lasciarsi andare completamente, come tutti gli altri beati, a quella felicità eterna. Era poi rimasto assai deluso riguardo alla possibilità di rivedere le persone a lui care nella vita. Non erano infatti più le persone che lui aveva amato, coi loro difetti, le loro debolezze, le loro preoccupazioni e le loro speranze. Tutti i beati erano privi di ogni difetto fisico e perennemente gioiosi e privi anche di ogni minima ansia riguardo al futuro, che nell’eternità non esiste, e di ogni ricordo del passato, che pure non esiste nell’eternità. Mancavano di ogni fragilità e debolezza, quelle caratteristiche così umane che più di ogni ...
  L’ORACOLO   Dopo innumerevoli giorni di cammino, finalmente, atteso il suo turno, il guerriero entrò nel tempio dell’oracolo. Il fuoco di legno di abete, che ardeva ininterrottamente da secoli davanti all’imponente statua del dio, profumava di resina. Ancora una breve attesa ed ecco apparire da dietro l’altare una donna dal volto emaciato avvolta in una veste bianca, che si fermò dopo pochi passi. Da una crepa del pavimento iniziarono ad uscire dei vapori, che ebbero l’effetto quasi immediato di mandare in delirio la donna, la quale iniziò a contorcersi e a parlare con voce profonda di uomo: – Chiedi, o guerriero, e l’impalpabile oracolo che si è incarnato in me ti risponderà! – Oracolo millenario, che conosci il passato, il presente e il futuro, sono venuto da molto lontano per sapere da te come mai mi stanno accadendo ogni giorno cose che mai mi erano successe prima. Nessun uomo più trema davanti a me quando parlo con la mia voce possente, nemmeno quando impugno ...
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  LA RIVINCITA   Mio padre era un uomo di grande intelligenza e di straordinaria memoria. A ventun’anni, nel 1938, partì per il servizio di leva a Derna, in Libia, e dopo l’entrata in guerra dell’Italia fu dato per disperso nella battaglia di Bardìa del 1941. Dopo diverse peripezie fu trasferito come prigioniero di guerra a Zonderwater, il campo di internamento più grande di tutta la Seconda Guerra Mondiale, dove arrivarono a ritrovarsi simultaneamente fino a 63.000 soldati italiani.     Dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943 gli internati di Zonderwater si videro cambiare il loro status da prigionieri del nemico a prigionieri degli Alleati e questo cambiò radicalmente le loro condizioni di vita. Furono finalmente trattati da uomini adulti, quali erano diventati, e furono costruiti edifici più idonei a ospitarli e persino scuole e un teatro, oltre a campi sportivi per ogni tipo di specialità. Una vera e propria città in grado di ospitare fino a 120.0...
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  L’ARMATURA   È davvero incredibile quante immagini possa ricordare la nostra mente! Anche se si tratta in realtà di immagini assai sfumate nelle quali, nonostante l’illusione di completezza, la maggior parte dei dettagli è del tutto assente. E, nella stragrande maggioranza dei casi, queste immagini giacciono come sepolte in un mare di ricordi e non ci è dato di poterle riesumare con un atto volitivo, ma riemergono invece all’improvviso se stimolate da opportune sensazioni. Quel pomeriggio, mentre stava ritornando a casa in automobile, giunto al cartello stradale che indicava la località Masone, diede meccanicamente uno sguardo al lato sinistro della strada. Solo un attimo dopo si accorse che stava aspettando di vedere la vecchia armatura esposta davanti alla porta di quel negozio di antichità. Ed ecco comparire quella casa fatiscente dalla forma irregolare, con l’intonaco quasi completamente scrostato e con una parete in buona parte ricoperta da un’edera. Avrebbero po...
  VIA DEL BARACCANO   Quanti anni sono passati? Forse una decina o forse quasi quindici. La pensione è ormai vicina e questo è uno dei miei ultimi viaggi a Bologna per lavoro. Scendo dal treno ed esco subito dalla Stazione Centrale, ma non c’è nessuno dei giovani colleghi ad aspettarmi. Per un attimo mi innervosisco al pensiero di una lunga attesa, poi mi ricordo improvvisamente del motivo per cui ho preso un treno diverso da quello solito e perché sono qui con tanto anticipo: devo compiere una missione che riguarda la mia anima, devo liberarla definitivamente da un ricordo allo stesso tempo gioioso e doloroso, che ha continuato a persistere nella memoria per tutti questi anni e che nei momenti di sconforto si è ridestato con prepotenza e con infinita dolcezza insieme. Sono qui per farlo uscire dalla prigione della mia mente, per accontentare la sua implorante richiesta di essere lasciato definitivamente libero, per concedergli finalmente la pace. Quasi senza accorgerme...
  I DUE PROCIONI   In quella fredda e limpida sera di gennaio, mentre stava passeggiando pensieroso lungo una strada di campagna, gli capitò all’improvviso di alzare lo sguardo al cielo stellato. Orione era già alto sull’orizzonte e si vedeva interamente il Triangolo Invernale, con la rossa Betelgeuse, la spalla del Gigante, la luminosissima Sirio, la Stella del cane e, infine, appena più alta di quest’ultima sull’orizzonte, Procione, il cui nome significa proprio “prima del cane”, per indicare che alle nostre latitudini il suo sorgere annuncia quello di Sirio. Era tanto tempo che non si fermava a guardare la volta celeste e si ricordò delle tante ore trascorse sul tetto della vecchia casa negli anni dell’adolescenza quando nella prima periferia, con le strade e i cortili quasi completamente bui, si poteva ancora vedere la Via Lattea. Fu proprio il giorno dopo che incontrò per caso un suo conoscente di poco più giovane che non vedeva da anni e che lo salutò per primo. ...
  LA VECCHIA CHITARRA   E accadde così che, senza un motivo particolare, quel grigio pomeriggio d’autunno si ritrovò tra le mani la vecchia chitarra. Gliel’aveva regalata sua madre quasi esattamente mezzo secolo prima, senza che lui avesse mai manifestato il desiderio di averne una. Quasi non ricordava più quanto fosse piena di graffi la cassa e quanto fosse consumato il manico, specialmente nei primi tasti. Si sbalordì della rapidità con cui riuscì ad accordarla a orecchio, senza riportare le note da una corda all’altra. Le mani ricordavano ancora gli accordi, anche se avevano dimenticato del tutto quei brani impegnativi che aveva suonato centinaia di volte e che aveva imparato da autodidatta da un manuale di chitarra classica o da qualche spartito, e avevano perduto l’agilità di un tempo. Quante volte l’aveva suonata! E in quante diverse occasioni! Quanti ricordi di feste, di ragazze e di serate in baldoria. Di quelle serate estive passate sui gradini di una piazza a ...