IL BAMBINO CHE SI RICORDÒ DEL FUTURO In quel caldo pomeriggio di agosto il bambino era solo nel grande cortile. Contrariamente a tutti gli altri bambini , infatti , non si coricava per il riposo pomeridiano e aveva dovuto lottare non poco per conquistarsi quell'ora quotidiana di libertà e di pace assoluta. Non una voce dalle finestre con gli scuri socchiusi che davano sul cortile né, dalla strada, il rumore di un'automobile , ma soltanto il ronzio di un'ape che volava da un fiore all'altro delle aiuole e il cinguettio di un passero che si abbeverava su quel vecchio mattone scavato e ricoperto di muschio. In quei momenti il bambino quasi si dimenticava di sé stesso, mentre fissava incantato una grossa lucertola aggrappata al muro della vecchia casa o una formica intenta a trascinare una briciola di pane almeno due volte più grande. Il bambino, avvolto da un piacevole torpore, ancora non poteva nemmeno concepire l'angoscia della fuga del tempo, che ...
Post
- Ottieni link
- X
- Altre app
PAGA LA MAMMA Lontano da casa, decido di usare Google Maps per fare una passeggiata virtuale nel viale della mia infanzia e adolescenza. Non un solo negozio sopravvive di quelli che mi hanno visto bambino e la vecchia casa dove abitavo, completamente ristrutturata, è quasi irriconoscibile. È invece rimasta miracolosamente intatta una delle case adiacenti, coi suoi vecchi mattoni scuri e con la caratteristica spianata sopraelevata su cui davano i negozi e mi dico che, se non fosse per le moderne vetrine, il tempo sembrerebbe essersi fermato. Eppure c'è qualcos'altro di diverso, anche se non ho ancora capito che cosa. Ma certo! Mancano i due scalini che portano dal marciapiede alla spianata! Penso a quante volte da bambino mi sono seduto su quegli scalini e mi rattrista il pensiero che non li rivedrò mai più. Voglio però fare un ultimo tentativo, perché Google Maps mi consente di visualizzare immagini scattate in anni precedenti. Provo con l'immagine meno recente, che risale...
- Ottieni link
- X
- Altre app
LA GARA DI REBUS Invano cerchereste, tra le principali testate giornalistiche e persino tra quelle minori, un riferimento a una formidabile competizione enigmistica tenutasi il 9 marzo 1982 a Fogliano di Redipuglia (GO) nella caserma Cornelio de Colle, sede del 33° Battaglione di Fanteria d’Arresto “Ardenza”. Quel lontano martedì mattina, presso il corpo di guardia, era in servizio armato il fante Prosdocimi, personaggio dall’eloquio forbito, laureato in giurisprudenza a Padova, nonché enigmista di prima categoria, già allora famoso per un cruciverba dalle definizioni esilaranti che incrociava con rara perizia parole legate alla vita quotidiana dei fanti d’arresto. La competizione consisteva in una gara di rebus a cui partecipavano, tra i pochi presenti al corpo di guardia, quei pochissimi che sapevano che cos’è un rebus. Il fante Prosdocimi proponeva un tema, ad esempio un’attività tipica della vita di caserma o una particolare Compagnia o ufficio, e i conc...
- Ottieni link
- X
- Altre app
L’ULTIMA VOLTA Nella nostra memoria portiamo impresse tante “ultime volte”, come l’ultimo giorno di scuola superiore, con la prova orale dell’esame, o l’ultima volta in caserma nel giorno del congedo o, ancora, l’ultima volta che abbiamo visto una persona cara che non c’è più. Ma non è a queste “ultime volte” che sto pensando, indimenticabili perché attese da mesi o addirittura da anni o perché legate a un evento tragico. Penso invece a quelle “ultime volte” relative ad azioni quotidiane o comunque abitudinarie di cui non abbiamo alcuna memoria perché non sapevamo che si sarebbe trattato dell’ultima volta che le stavamo compiendo e perché per molto tempo non ci abbiamo più ripensato. Eppure abbiamo la certezza che c’è stata un’ultima volta, perché certe cose non esistono più o perché noi siamo irrimediabilmente invecchiati. Mi chiedo come avremmo reagito se un qualche spiritello ci avesse sussurrato all’orecchio: “guarda bene che questa è stata l’ultima volta e non suc...
- Ottieni link
- X
- Altre app
NON POTEVA ESSERE LEI Una sera tardi, a Mirandola, mentre ero fermo a guardare la vetrina illuminata di un negozio del centro, mi è passata accanto una ragazza, che camminava a passo spedito sul marciapiede. Mi è bastato un istante per riconoscerla: quel profilo, quei capelli… Camminava senza mai fermarsi tra gli addobbi natalizi delle strade e stavo già per fare qualche passo di corsa per raggiungerla quando, all’improvviso, ho capito che non poteva essere lei, perché era stata sì mia alunna a Mirandola, ma quarant’anni prima !
- Ottieni link
- X
- Altre app
IL VIAGGIO Posso ripetervi con esattezza, senza bisogno di consultare il documento di viaggio, il nome della stazione di partenza e il numero del treno su cui mi trovo anche se, stranamente, non ho memoria di quando sono salito. Ricordo invece assai nitidamente lo scompartimento pieno di persone e i volti e le voci di tutti i passeggeri con cui ho condiviso la primissima parte del viaggio. Come era bello guardare dal finestrino la campagna illuminata dal sole appena sorto! E le case! E la strada, con le automobili che, a volte, rimanevano affiancate al vagone anche per un minuto intero prima di essere immancabilmente sorpassate. Dovete sapere che il mio è un treno molto particolare perché, pur essendo a lunga percorrenza, ferma spesso anche in stazioni secondarie, mentre altre volte, pensate un po’, attraversa a tutta velocità grandi stazioni metropolitane riempiendo l’aria del suo fischio assordante. Non chiedetemi quindi di raccontare in dettaglio dei passeg...
- Ottieni link
- X
- Altre app
IL RICAMO MISTERIOSO Tra i miei ricordi indelebili c’è una stampa incorniciata, colorata solo in parte con lievi tinte pastello. E se non ho potuto dimenticarla non è perché io sia mai stato particolarmente interessato a quel quadro, bensì perché si è trattato di una presenza quotidiana per tutto il primo quarto di secolo della mia vita. Fin dai primissimi anni dell’infanzia avevo ben capito che si trattava di una donna con due bambini, ma il volto della donna era molto diverso da tutti quelli che conoscevo e quei bambini avevano la testa rasata tranne per un solo lungo ricciolo nero. In basso poi c’era un ricamo assai strano e privo di ogni simmetria. Niente di paragonabile alle belle cornicette dell’album “Roselline”! Avrò avuto forse tre anni quando mio padre iniziò a collezionare per me e mio fratello maggiore delle figurine di una raccolta che si intitolava “Gli stati del mondo”, o qualcosa del genere. Le figurine erano di cartoncino e ciascuna raffigurava uno...