LA GARA DI REBUS
Invano
cerchereste, tra le principali testate giornalistiche e persino tra quelle
minori, un riferimento a una formidabile competizione enigmistica tenutasi il 9
marzo
Quel
lontano martedì mattina, presso il corpo di guardia, era in servizio armato il
fante Prosdocimi, personaggio dall’eloquio
forbito, laureato in giurisprudenza a Padova, nonché enigmista di prima
categoria, già allora famoso per un cruciverba dalle definizioni esilaranti che
incrociava con rara perizia parole legate alla vita quotidiana dei fanti
d’arresto.
La
competizione consisteva in una gara di rebus a cui partecipavano, tra i pochi
presenti al corpo di guardia, quei pochissimi che sapevano che cos’è un rebus.
Il fante Prosdocimi proponeva un tema, ad esempio un’attività tipica della vita
di caserma o una particolare Compagnia o ufficio, e i concorrenti dovevano
realizzare un rebus strettamente legato a quel tema. A suo insindacabile
giudizio, il titolato enigmista avrebbe poi ogni volta escluso l’autore del
rebus peggiore. L’ultimo sopravvissuto alla selezione sarebbe stato dichiarato
vincitore della gara. Dimenticavo! Tra i partecipanti alla singolare tenzone
c’era il cap. magg. Goldoni, cioè io, presente in qualità di capoposto della
guardia.
La
prima proposta fu: C.C.S. (Compagnia
Comando e Servizi). Pensando al comandante della C.C.S., un sottotenente di
complemento austero e un po’ esaltato, che di cognome faceva Mascaro, disegnai
una motosilurante della Grande Guerra (M.A.S. = Motoscafo Armato Silurante) dal
prezzo esorbitante: £ 1.000.000.000. La soluzione sarebbe dunque stata: M.A.S.
caro = Mascaro. Superai così il primo turno.
La
seconda proposta fu Ufficio Posta. Mi
recavo all’Ufficio Posta esclusivamente per ritirare la corrispondenza e non conoscevo nient’altro di legato
all’Ufficio se non il simpaticissimo fante Cadeddu e il cap. magg. Zampieri.
Per non perdere inutilmente tempo in questa fase iniziale della gara, in cui
l’importante era riuscire a passare il turno, puntai sul cognome Zampieri. Facile:
Zampieri = Zamp(a)+ieri. Disegnai così una zampa con una lettera A maiuscola
tra parentesi, e quindi da sottrarre, e un foglio di calendario con la data 8
marzo, il giorno passato. Quando Prosdocimi prese in esame il mio rebus mi
chiese, per prendermi in giro, che cosa c’entrasse la festa della donna con
l’Ufficio Posta. Poi osservò che era assai poco elegante usare la sottrazione
di lettere in un rebus. Infine mi disse: - Caro caporal maggiore Goldoni, il
tuo rebus non identifica l’Ufficio Posta, perché c’è un altro Zampieri
all’Ufficio Rifornimenti. Come si fa a distinguerli?
Ma,
prima che decretasse la mia esclusione, corressi rapidamente la data da
Ne
seguì un applauso da parte di tutti gli altri concorrenti, compreso quello
escluso al primo turno, che mi dichiararono all’unanimità vincitore della gara
pretendendo l’immediata fine del gioco!
Prosdocimi,
che non aveva saputo nascondere la sua ammirazione per l’improvvisazione,
dovette accettare la richiesta e mi dichiarò vincitore verbalizzando quanto
segue.
Il cap. magg. Goldoni della 2ª
compagnia, fulgido esempio di virtù enigmistiche, si aggiudicava la vittoria
per acclamazione della gara di rebus con la seguente motivazione: venutosi a
trovare in un vicolo cieco nel quale chiunque si sarebbe considerato spacciato,
riusciva, con mossa ardita e fulminea, a ribaltare in suo favore una situazione
disperata. Ardenza!
Grande Giorgio!
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