LA GARA DI REBUS

 

Invano cerchereste, tra le principali testate giornalistiche e persino tra quelle minori, un riferimento a una formidabile competizione enigmistica tenutasi il 9 marzo 1982 a Fogliano di Redipuglia (GO) nella caserma Cornelio de Colle, sede del 33° Battaglione di Fanteria d’Arresto “Ardenza”.

Quel lontano martedì mattina, presso il corpo di guardia, era in servizio armato il fante Prosdocimi,  personaggio dall’eloquio forbito, laureato in giurisprudenza a Padova, nonché enigmista di prima categoria, già allora famoso per un cruciverba dalle definizioni esilaranti che incrociava con rara perizia parole legate alla vita quotidiana dei fanti d’arresto.

La competizione consisteva in una gara di rebus a cui partecipavano, tra i pochi presenti al corpo di guardia, quei pochissimi che sapevano che cos’è un rebus. Il fante Prosdocimi proponeva un tema, ad esempio un’attività tipica della vita di caserma o una particolare Compagnia o ufficio, e i concorrenti dovevano realizzare un rebus strettamente legato a quel tema. A suo insindacabile giudizio, il titolato enigmista avrebbe poi ogni volta escluso l’autore del rebus peggiore. L’ultimo sopravvissuto alla selezione sarebbe stato dichiarato vincitore della gara. Dimenticavo! Tra i partecipanti alla singolare tenzone c’era il cap. magg. Goldoni, cioè io, presente in qualità di capoposto della guardia.

La prima proposta fu: C.C.S. (Compagnia Comando e Servizi). Pensando al comandante della C.C.S., un sottotenente di complemento austero e un po’ esaltato, che di cognome faceva Mascaro, disegnai una motosilurante della Grande Guerra (M.A.S. = Motoscafo Armato Silurante) dal prezzo esorbitante: £ 1.000.000.000. La soluzione sarebbe dunque stata: M.A.S. caro = Mascaro. Superai così il primo turno.

La seconda proposta fu Ufficio Posta. Mi recavo all’Ufficio Posta esclusivamente per ritirare la corrispondenza  e non conoscevo nient’altro di legato all’Ufficio se non il simpaticissimo fante Cadeddu e il cap. magg. Zampieri. Per non perdere inutilmente tempo in questa fase iniziale della gara, in cui l’importante era riuscire a passare il turno, puntai sul cognome Zampieri. Facile: Zampieri = Zamp(a)+ieri. Disegnai così una zampa con una lettera A maiuscola tra parentesi, e quindi da sottrarre, e un foglio di calendario con la data 8 marzo, il giorno passato. Quando Prosdocimi prese in esame il mio rebus mi chiese, per prendermi in giro, che cosa c’entrasse la festa della donna con l’Ufficio Posta. Poi osservò che era assai poco elegante usare la sottrazione di lettere in un rebus. Infine mi disse: - Caro caporal maggiore Goldoni, il tuo rebus non identifica l’Ufficio Posta, perché c’è un altro Zampieri all’Ufficio Rifornimenti. Come si fa a distinguerli?

Ma, prima che decretasse la mia esclusione, corressi rapidamente la data da 8 a 7 marzo e fornii la nuova soluzione: Zamp(a)  ieri l’altro = Zampieri l’altro! 


Ne seguì un applauso da parte di tutti gli altri concorrenti, compreso quello escluso al primo turno, che mi dichiararono all’unanimità vincitore della gara pretendendo l’immediata fine del gioco!

Prosdocimi, che non aveva saputo nascondere la sua ammirazione per l’improvvisazione, dovette accettare la richiesta e mi dichiarò vincitore verbalizzando quanto segue.

Il cap. magg. Goldoni della 2ª compagnia, fulgido esempio di virtù enigmistiche, si aggiudicava la vittoria per acclamazione della gara di rebus con la seguente motivazione: venutosi a trovare in un vicolo cieco nel quale chiunque si sarebbe considerato spacciato, riusciva, con mossa ardita e fulminea, a ribaltare in suo favore una situazione disperata. Ardenza!


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