VIA DEL BARACCANO
Quanti anni sono passati? Forse una
decina o forse quasi quindici. La pensione è ormai vicina e questo è uno dei
miei ultimi viaggi a
Quasi senza
accorgermene mi ritrovo nella Galleria 2 Agosto, col suo pavimento a strisce
colorate e i gradini ondulati. Allora era il tempo della pandemia e avevo la
mascherina chirurgica sul volto e per un attimo mi sembra ancora di sentire i
lacci attorno alle orecchie. E, con un brivido, risento la sua voce, il suo
abbraccio e la sua mano stretta alla mia. Chissà se vive ancora? O se non c’è
più, come il mio vecchio cane di allora.
Proseguo per via
Indipendenza, sempre con la mia mano stretta alla sua, fino ad arrivare in via
Rizzoli, per dirigermi poi verso le Due Torri. Devo rifare lo stesso giro di
allora e prendere via Santo Stefano. Solo così potrò lasciare che quel ricordo
si sganci dalla mia memoria e possa essere libero di vagare per le strade della
città nei secoli che verranno .
Arrivo in pochi
minuti nella stupenda piazza
Riprendo il cammino sotto al portico e,
proprio quando meno me lo aspetto, come un prodigio, mi appare all’improvviso
l’Arco del Baraccano, con la vista della Chiesa di Santa Maria, che il lungo
voltone, quasi fosse un immenso cannocchiale, fa sembrare lontanissima. Quella
stessa mano, che non ha lasciato la mia un solo istante, mi conduce sotto al
voltone fino al tratto scoperto della via del Baraccano, fiancheggiata sulla
destra da un basso muretto con una siepe. Ed è su quel muretto che mi siedo. Ma
questa volta non arriva un frisbee bianco lanciato per sbaglio oltre la siepe
da dover raccogliere più volte e lanciare di nuovo dall’altra parte e,
soprattutto, le sue mani non prendono il mio viso per baciarlo, anche se sento
le mie labbra tremare e che due lacrime mi rigano il volto.
Il giorno dopo gli dissi che non ne ero
innamorata e dopo qualche anno incontrai l’uomo che ancora adesso, tra alti e
bassi, è il mio compagno. Eppure oggi vorrei poter rimettere indietro la
lancetta del tempo e ritornare a quella calda domenica di maggio di tanti anni
fa per dirgli che invece l’amavo. Ma l’eccessiva prudenza e la paura per la
passata esperienza presero il sopravvento e mi bloccarono. Come avrei voluto
saper essere più semplice!
Ma forse questo è
solo un momento di nostalgia
Sento infatti che
sarebbe inutile proseguire il giro e che su quel muretto in via
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