L’APPUNTAMENTO RINVIATO

 

Improvvisamente si accorse che stava sognando. Stava sognando di essere nel letto dove realmente si trovava e nella stessa esatta posizione in cui si era addormentato ma, pesante come una statua di bronzo, non riusciva a muovere un dito, come se il corpo non gli obbedisse più. Nessun dubbio: stava per arrivare la vecchia!

Si pose ansiosamente in ascolto ed ecco che già cominciava a sentire quel pesante respiro. Era coricato sul fianco sinistro e la vecchia, come ogni volta, gli si era accovacciata alle spalle e lui non poteva vederla. Non riusciva infatti a muovere nemmeno la testa, ma solo gli occhi. E questo gli consentiva di intravedere appena, per l’ennesima volta, quella orribile mano scheletrica con le unghie sporche che, come artigli uncinati, lei gli affondava nella spalla destra.

La vecchia respirava con la bocca, con lunghe e rumorose inspirazioni e brevi espirazioni. Tentò invano di divincolarsi, ma… nulla! Prigioniero di un corpo pietrificato, se ne rimaneva perfettamente immobile, mentre sentiva sfuggirgli la vita, come se ad ogni respiro la vecchia gli risucchiasse una parte dell’anima. Allora volle maledirla e gridare che l’avrebbe uccisa, ma la voce non gli usciva e continuava a starsene immobile e muto.

Eppure tutte le altre volte c’era riuscito! Quando ci si accorge di sognare, di solito ci si sveglia, ma la vecchia aveva il potere di impedirglielo.

A un certo punto si accorse che si stava lasciando andare e capì che se non avesse tentato ancora non si sarebbe mai più risvegliato. Si vide come l’antilope tra le spire del pitone, che prima si divincola e poi rimane immobile. E, proprio come la preda tra le spire del serpente, che dopo un’apparente rassegnazione chiama improvvisamente a raccolta tutte le energie rimaste e si divincola in una danza disperata che si concluderà con la salvezza o con la morte, anche lui obbedì a quell’istinto atavico.

Ordinò alla sua voce di urlare e alle sue membra di divincolarsi. Sulle prime sembrava che il suo corpo continuasse a disubbidirgli, poi sentì che un piede riusciva a muoversi e che la voce cominciava a uscirgli. Ed ecco che riuscì, urlando, a muovere la testa. Ma, come ogni volta, non fece in tempo a vedere il volto della vecchia.

 Si svegliò di soprassalto, madido di sudore e col cuore che batteva all’impazzata, mentre stava ancora gridando insulti alla vecchia. Anche per questa volta ce l’aveva fatta. E la prossima volta?

 Aspettò che il cuore agitato si calmasse, poi si alzò, andò in cucina e fece colazione.

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