IL
PARCO
Ieri c’è
stato un grosso temporale e così mi decido a uscire per fare due passi nel
parco dietro casa mia, nella speranza che il caldo torrido degli ultimi giorni
abbia deciso di fare una pausa. In effetti fa un po’ meno caldo
Gli alberi, nonostante siano stati piantati da almeno
35 anni, sono ancora piuttosto piccoli e, soprattutto, fanno assai poca ombra.
Sdraiato su una panchina assolata, in posizione quasi
fetale, quello che a prima vista sembrerebbe il cadavere di un anziano è in
realtà un aitante ultrasettantenne impegnato in un esercizio di stretching.
Infatti, come un’iguana solo apparentemente imbalsamata, eccolo cambiare
improvvisamente posizione per poi ritornare completamente immobile, dimostrando
così al mondo di essere ancora vivo.
Su una collinetta, una signora di mezza età sta
prendendo il sole con la schiena nuda. Nessuna fantasia erotica, ma lo
scintillio
Circumnavigo il laghetto e mi ritrovo in rotta di
collisione con un cinquantenne ansimante che sta correndo in modo scoordinato
in un bagno di sudore. Mi metto da parte non per dovere (in fondo il più
anziano sono certamente io), ma soltanto per il timore che il costringerlo a un
brusco cambiamento di rotta possa procurargli un arresto cardiaco e l’idea di
dover chiamare il 118 e magari passare la mattinata al pronto soccorso mi
spaventa.
Finalmente una signora anziana vestita da signora
anziana, che ne sta saggiamente seduta su una panchina all’ombra! Quasi mi
commuovo nel sentirla parlare da sola ad alta voce e mi ritornano in mente
certi poveri vecchi rimbambiti di quando ero bambino. Soltanto quando le passo
davanti mi accorgo che sta parlando al cellulare, probabilmente con un’amica un
po’ sorda, perché ripete più volte ogni frase con un tono irritato.
Una mamma seminuda sta rosolando al sole il suo
piccolo nel passeggino, impegnata anche lei in una conversazione telefonica. Il
bambino è l’unico, oltre a me, che si guarda attorno e che sembra provare
stupore per ciò che lo circonda.
Ho imboccato un sentiero a caso, tanto sono tutti al
sole, quand’ecco che vedo in lontananza il podista che avevo incrociato pochi
minuti prima. Il suo rantolo precede il rumore dei suoi passi e, quando è a
pochi metri di distanza, lo saluto con un cenno
Fa troppo caldo e decido di rientrare. Il vecchio sulla
panchina assolata è ancora immobile, ma ha di nuovo cambiato posizione e
adesso, sdraiato sulla schiena, sta tenendo abbracciate, come in un amplesso,
le gambe piegate. Lo fisso per alcuni secondi per tentare di coglierlo in
movimento, ma niente da fare. La signora sulla collinetta è ancora là, ma
adesso è supina, col reggiseno solo appoggiato. Anche questa
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